Cesare Tallone
Biografia
di Gigliola Tallone
info@archiviotallone.com

Eleonora Tango Tallone
Torino 1863 - Milano 1938

-INTRODUZIONE
-LA GIOVENTU'
-L'ISCRIZIONE A BRERA
-LA FAMIGLIA ARTISTICA
-I PRIMI RICONOSCIMENTI
-ESPOSIZIONE DI ROMA E GLI INIZI DELLA CARRIERA
-LA NOMINA A CARRARA, L'INSEGNAMENTO, ATTIVITA' E NOTE SALIENTI DAL 1884 AL 1891
-CESARE TALLONE E L’ALLIEVO GIUSEPPE PELLIZZA DA VOLPEDO
-ATTIVITA’ E NOTE SALIENTI DAL 1891 AL 1898
-LA NOMINA A BRERA E INCARICHI ACCADEMICI
-MILANO E GLI ALLIEVI FUTURISTI
-LA FAMIGLIA , GLI AMICI E LA MAISON RUSTIQUE
-LA MOGLIE ELEONORA TANGO TALLONE
-ATTIVITA’ DAL 1900 AL 1919 PREMI, INCARICHI ACCADEMICI E NOTE SALIENTI
-EREDITA’ SPIRITUALE DI CESARE TALLONE - LA CRITICA POSTUMA
-I FIGLI

-ARCHIVIO TALLONE

Si deve anche alla colta e originale moglie se da subito a Milano i Tallone diventano un punto di riferimento per tutti quei personaggi della cultura e dell’arte che trovano a casa ,o meglio case, Tallone, un’ oasi in cui condividere e scambiare esperienze culturali.
Eleonora Tango è figlia di Vincenzo Tango, nobile partenopeo, erudito personaggio molto noto sia a Roma che a Torino, ed e’ nipote,da parte di madre,del commendatore Antonio Tarizzo Borgialli da Favria, dell’antica aristocrazia piemontese,CapoDivisione della Corte dei Conti e Direttore dell’ospizio di Maternita’ di Torino.
Antonio aveva sposato Virginia Jacquet, nonna amatissima da Eleonora, la quale era figlia di Antoine Jacquet, Sottoprefetto del distretto di Susa, ufficiale napoleonico e giurista insigne che contribuì alla stesura del Codice Napoleonico.
Eleonora avra’ in eredita’ al matrimonio con Cesare Tallone la casa di Alpignano, insieme a vasti territori collinari, che dovra’ esitare poco a poco per integrare le economie della grande famiglia.
La dimora della moglie di Jacquet, Paola Musso dei Salassa, era stata fondata dall’omonima Paola Musso, trascorsa gran parte della sua vita alla corte di Luigi XIV e soprannominata per la sua avvenenza “Madama Muss La Bela”e ricordata da Voltaire come la bella piemontese alla corte del Re Sole
La casa, adattata a fureria durante la campagna d’Italia di Napoleone all’epoca di Marengo, ospito’ il Buonaparte e il giovane Stendhal.
Vincenzo Tango, padre di Eleonora, dopo una lunga carriera, a Napoli, Torino, Firenze e Roma, sarà Procuratore Generale della Corte dei Conti del Regno Unito nel 1997.
La casa di Alpignano, archivio spirituale delle memorie di tante generazioni, sara’ anche il cuore pulsante dei figli Tallone.
A Torino Vincenzo Tango conosce e sposa Paola, la figlia di Antonio, di cui Tango e’ collaboratore:sono personaggi legati alla fondazione dell’unione del regno, vicini a Cavour.
Avranno quattro figli, Antonietta, Eleonora, Virginia (Agar), Francesco.
Nei salotti romani e torinesi, poi a Bergamo e a Milano, la vita di Eleonora con Cesare Tallone e i suoi bei figli, cresciuti in splendida libertà e gia’ precocemente toccati dalle muse,e’ avvolta in un alone di leggenda.
Eleonora conosce Cesare nell’83, a 19 anni, e si sposa nell’88 a 24 anni. Non è una testa calda, accetta il consiglio dei genitori di terminare gli studi prima di sposarsi.
Bilingue, con la madre, donna di severa e di piemontalda costituzione, parla francese.
Eleonora conquista una vastissima cultura, di quelle solide ed enciclopediche che i severissimi precettori di quei tempi sapevano impartire. Orari da monaci: alle prime luci del’alba latino e greco, poi matematica e dopo il breve pasto, letteratura classica, pianoforte e infine letture…
Immersa in un ambiente di politici, giuristi e letterati, frequentatori della famiglia sia a Roma che a Torino dove si reca spesso, nell’ambiente materno, si distingue per una precoce disposizione alla poesia e alla conversazione affascinante ed erudita.
Se Cesare è da sempre un anticonformista, Eleonora, legata ad un’educazione ed un ambiente scandito da orari e cerimonie, abbraccia con felice consapevolezza tutte le difficolta’ e incomprensioni che la liberta’ implica. Se è madre di tanti figli, è però non solo fortissima ma, nel vero senso della parola, una donna indipendente. Se Cesare e’ conversatore conciso, anche se di vastissima cultura nel campo dell’arte,di cui conosce storia ed aneddoti, Eleonora e’ ammirata per essere conversatrice brillante.
La sua voce morbida come velluto e la gentilezza con cui si esprimeva, convivevano con taglienti critiche, che spesso confondevano quelli che erano oggetto dei suoi strali. Alcune volte, i suoi interlocutori avevano ancora il sorriso sulle labbra, quando si accorgevano d’essere stilettati da quella voce di miele…e spesso dovevano riconoscerle che aveva ragione!
Profondamente religiosa, condivideva i moderni e rivoluzionari ideali di quelle donne che ambivano alla parità di diritti e rispetto con l’uomo, e non a caso era amica di Sibilla Aleramo, Ada Negri e Margherita Sarfatti.
Per Eleonora, la vera parità che rende gli uomini e le donne degni di esser tali, era la libertà responsabile, non la parità sociale, ma l’eccellenza intellettuale ed artistica che si ottiene con l’indipendenza dello spirito e la rinuncia a compromessi. Con questo spirito educa i suoi figli.
Agli impegni della numerosa famiglia, riesce strappare un pò di tempo per scrivere poesie.
Riempirà un baule, rimandando all’infinito il momento di pubblicarle.
Un bombardamento distruggerà la casa studio di via Rugabella in cui abitava con il figlio Guido, e le poesie vanno perdute.
Ne rimangono solo due, che il figlio Alberto, stampera’ con i suoi tipi.