"CHI L’HA VISTO" ARTE
di Gigliola Tallone.

"CHI LI HA VISTI" QUADRI

Alcuni dipinti di Cesare Tallone restano ancora classificati “di ubicazione sconosciuta”.

Tutti i dipinti qui sotto riprodotti sono pubblicati sulla monografia “Gigliola Tallone Cesare Tallone Electa 2005.”
Qualora lo desiderassero, gli attuali proprietari sono pregati di contattare l’archivio

Curatrice Gigliola Tallone




il pittore in erba 1883c.


Giovane signora seduta, 1884


Lyda Borelli, 1911


profilo di donna, 1879


ritratto di signora, 1902


fiori, 1905 c.



9 dicembre 2011

Cesare Tallone e Antonio Mancini: una tela per due

(vedere l'aggiornamento 30 giugno 2012 in fondo all'articolo)



Cesare Tallone, Ritratto virile, firmato b/d “Roma 1885 C. Tallone”, olio su tela, cm.71 x 45.



Antonio Mancini, Modella in costume ciociaro, firmato b/d “A Mancini”, 1885 circa, olio su tela, cm. 48 x 37.

IL 9 luglio di quest’anno avevo inserito nel sito solo il ritratto di Cesare Tallone, chiedendo, come uso fare in questo sito riservato allo scopo, di darmi una mano a riconoscere la persona raffigurata. A qualche mese di distanza, l’occasione offertami di collaborare all’interessante mostra monotematica svolta alla Galleria Bolzani di via Morone 2 il 6 ottobre 2011, mi permette di circostanziare il personaggio effigiato da Tallone, rimasto finora senza identità.
Il titolo emblematico della mostra era L’identità dell’effigiato. Cesare Tallone e Antonio Mancini: un enigma tra Milano e Roma.

Il ritratto col titolo Studio di figura virile eseguito da Tallone era già noto per essere stato inviato alla mostra commemorativa di Tranquillo Cremona al Castello Visconteo di Pavia il 1938 Mostra delle opere di Tranquillo Cremona e dell’arte lombarda del suo tempo, e pubblicato nella monografia di Somarè delle edizioni dell’Esame del 1945, tav. 65, col titolo Ritratto virile, senza accenno al dipinto sul retro di Mancini.
L’avvenuta conoscenza della rara coincidenza nella stessa tela di due opere, quella di Tallone e quella di Mancini, mi ha condotto immediatamente a supporre che Tallone avesse ritratto l’amico, come ho ipotizzato nell’intervento, stampato per l’occasione della mostra dell’ottobre 2011.
La mia ricerca si è naturalmente incentrata sui numerosi autoritratti di Antonio Mancini, dai quali sono evidenti le caratteristiche somatiche molto simili a quelle del personaggio ritratto.
Mancava però una riproduzione di un suo autoritratto molto vicino all’anno 1885 in cui Tallone aveva firmato la tela.
Autoritratti da giovane, con capelli ricciuti e ritratti di molti anni posteriori, se convincevano me e pochi, però prestigiosi occhi, che Tallone avesse ritratto proprio Mancini, non convincevano a sufficienza altri sguardi. Mio nonno Cesare e poi il figlio Guido dicevano: “Tutti guardano, pochi sanno vedere”.
Ora, a pochi mesi dalla mostra, una riproduzione di un autoritratto del 1882, dimostra che Mancini era già stempiato e con un bel paio di baffi, proprio come viene ritratto da Tallone.
Dopo il ricovero psichiatrico al manicomio provinciale di Napoli dall’ottobre 1881 al febbraio 1882, Antonio si sposta a Roma. Brevemente, poiché ho ampiamente trattato di Tallone e Mancini nella mia monografia Cesare Tallone, Electa 2005, ricordo qui che Tallone e Mancini hanno stretto amicizia a Roma, in occasione dell’Esposizione Nazionale delle Belle Arti in Roma del 1883, anno del debutto che ha premiato di grande sucesso Cesare Tallone e visto Mancini espositore dopo il ricovero di Napoli. Mancini dal gennaio 1883 era ospite di Guido Boggiani - intimo amico e compagno di studi di Tallone a Brera - a Roma in via Margutta 17, mentre Tallone aveva studio in via San Nicolò da Tolentino 72, e ambedue si frequentavano anche agli studi Story, insieme a John Singer Sargent, amico di entrambi. Sicuramente Tallone e Mancini hanno avuto altre occasioni di incontrarsi spesso a Roma fino al 1885, anno in cui Tallone vince la Cattedra dell’Accademia Carrara di Bergamo, già avviata con successo la carriera di ritrattista a Roma e in altre mostre a Milano e Torino.

E non mancheranno a posteriori altri incontri a testimonianza dell’amicizia: Mancini va a trovare Tallone a Bergamo e Tallone invia il suo allievo Giovanni Trussardi Volpi a Roma presso Mancini, quando termina gli studi con lui il 1898.

Invito ad osservare la didascalia, dove si nota che le misure dei due dipinti sono diverse.
Infatti, allo scopo sono state apposte due cornici, una per inquadrare la figura di Ciociara di Mancini, e l’altra per il ritratto eseguito da Tallone. Il bozzetto di Mancini, eseguito in senso verticale, è alto cm. 48, mentre l’altezza della tela è di 71 cm.


Forse Antonio aveva pensato di eliminare l’eccedenza della tela non dipinta ma già preparata, come sembra indicare quella linea tracciata sotto la firma, visibile sotto la cornice. Io credo che Tallone abbia usato il retro della tela già dipinta in precedenza da Mancini. A quei tempi le tele erano preziose per gli artisti; Cesare potrebbe aver detto all’amico: aspetta che ti faccio il ritratto!
Non è singolare poi, che Tallone non indicasse il nome della persona ritratta, come ha fatto per molti ritratti estemporanei di amici pittori, individuati solo da documenti esterni, per il tormento di noi ricercatori.
Nel caso che altri illustri esperti avvallino la mia ipotesi, ma in tutta sincerità e con non poca soddisfazione mi sento di dire la mia certezza, in futuro potremo dare il definitivo titolo all’opera di Tallone: “Ritratto di Antonio Mancini”.



Sciuti Michele. La malattia mentale di Antonio Mancini. Napoli: tip. Ospedale Psichiatrico L. Bianchi, 1947. Estratto dalla Rivista "L'Ospedale Psichiatrico" Bross. Edit.

Aggiornamento 30 giugno 2012.
Grazie alla segnalazione di un gentile e accorto collezionista mi é pervenuto questo splendido articolo di Serafino Ricci pubblicato nel mensile "La Parola e il Libro", luglio 1921, scritto quindi mentre la mostra commemorativa di Cesare Tallone a Brera era ancora aperta.  Lamento di non averlo rintracciato all’epoca della stesura della monografia.
Non avevo conoscenza di questa critica intelligente e acuta di un contemporaneo, che non perde ancora oggi di valore, ricca di contenuti originali da me pienamente condivisi, in particolare la parte finale dell’articolo in cui si legge una posizione fortemente sostenuta nella mia monografia, cioé la provincializzazione in cui alcuni hanno voluto rilegare Tallone, ecco la frase “..che egli perció debba dirsi bergamasco, in cambio di riconoscergli il carattere e il merito di pittore e ritrattista lombardo, anzi addirittura italiano, parmi inesatto e ingiusto. Cesare Tallone, a mio giudizio, é l’ultimissimo rappresentante dei quella forte pittura lombarda che, nutritasi col midollo di classici, devió dalla tradizione neoclassica e romantica, per porsi dinnanzi soltanto la reincarnzione del vero, e che raggiunse la piú piena sicurezza di visione pittorica e di pennellata tecnica, senza tentennamenti e senza pentimenti, con tutto il magistero di una vivace e varia tavolozza, anche nel paesaggio e nel quadro di genere” . A questa sacrosanta visione critica, segnalo e riporto l’altrettanto lucida e complementare asserzione del suo articolo
“Appassionato infatti com’era del Tiziano, Tintoretto, di Rubens, di Velasquez, egli, pur senz’avere una spiccata classicitá nel senso dell’uno o dell’altro di questi grandi, seppe mantenere, tra il verismo e l’impressionismo dei suoi tempi, una chiara, limpida, decisa visione pittorica tutta sua, che ha una modernitá indiscutibile nella sprezzatura di alcuni particolari e nell’effetto d’assieme, mentre serba quella saldezza di costruzione e quell’architettonico senso di composizione, quella vigoria e quella sicurezza di forma, che noi ancor oggi invidiamo ai nostri grandi pittori del Cinquecento e del Seicento. In questo senso egli s’allontanó alquanto dai ritrattisti celebri del secolo decimonono: L’Appiani, l’Hayez, il Bertini da un lato, Il Piccio, il Cremona, il Ranzoni dall’altro; ma é una deviazione che lo rende piú forte di loro e piú moderno, anche se talora sembra sia meno fine e men delicato”. Di questa originalitá e coraggiosa uscita “dal coro” dalla deriva neoclassica e impressionistica dei suoi tempi, solo un’altro esegeta é stato altrettanto chiaro, Emilio Zanzi, nel 1954.
Questo articolo il Ricci centra come pochi altri la personalitá moderna di Cesare Tallone, e ne sottolineo l’importanza e la chiarezza di visione, togliendomi il sassolino fastidioso di chi, asserendo io le stesse cose, volevano vedere un eccessivo entusiasmo da nipote. Lode allora a Serafino Ricci (a parte qualche data anno piú anno meno, da me definite senza incertezze da documenti).*
In particolare, riferendomi al “doppio” dipinto Tallone-Mancini riportato sopra, mi conforta la frase che si puó leggere nella seconda colonna all'altezza della base della bella fotografia di Cesare Tallone.
Ricci menziona una serie di ritratti tra i quali "ritratto d'uomo (forse Mancini) posseduto da Felice Bisleri (1885)..."
Si tratta quindi del ritratto sopra riprodotto e da me indicato come ritratto dell'amico e collega di Tallone Antonio Mancini. 
É la prima volta, che io sappia, che si trova questo riferimento, e pur non essendo un'asserzione, la sola menzione di una eminenza contemporanea a Tallone (e Mancini) ha un grande peso, e mi inorgoglisce aver indicato come ritrattato il Mancini, per le deduzioni riportate sopra e la incontestabile identitá somatica con i numerosi autoritratti di Antonio, prima, durante e dopo la data del dipinto in esame, e senza ulteriori documenti, che qui segnalo, saliti alla luce dopo l'articolo da me pubblicato sulle schede-catalogo della mostra milanese.
Gigliola Tallone 30 giugno 2012

errata in La parola e il Libro, Cesare Tallone di Serafino Ricci
“La Pia donzella difende..” é del 1879 e non 1877; Trionfo del cristianesimo” venne esposto a Roma il 1883 e non 1881 e l’acquirente era il principe Marcantonio Borghese e non Camillo, che eredita il quadro; nella stessa Esposizione nazionale e internazionale di Roma del 1883, espone il Ritratto del signor Bernasconi Luigi e non Bernasconi padre.
Le date corrette sono circostanziate in Gigliola Tallone, Cesare Tallone, Electa 2005.


Serafino Ricci, La Parola e il Libro. Mensile delle istituzioni italiane di cultura popolare, Anno IV, N. 5 (nuova Serie) Luglio 1921
Direttori E. Fabietti - S. Varazzani. Direzione Milano Via Foscolo, 5






Gigliola Tallone



 

ALLIEVI

O meglio chi li ha visti? Nel difficile intento di riconoscere almeno alcuni degli allievi di Cesare Tallone, chiedo aiuto ai visitatori del mio sito, discendenti di questi ragazzi artisti. Questa pagina sara’ inoltre dedicata a raccogliere notizie e risolvere quesiti ancora irrisolti, nell’impresa di fare chiarezza di un periodo lontano ma non dimenticato. Grazie, Gigliola Tallone.
Per agevolare la ricerca inserisco gli elenchi degli alunni, da me trascritti dai registri ufficiali di Brera che non ho potuto inserire, se non in parte, nella mia monografia di Cesare Tallone, Electa 2005
Chiedo umilmente scusa per gli eventuali errori di trascrizione.

P.S.
Per chi volesse controllare di persona, ecco i suggerimenti:
chiedere il permesso di consultare i registri all’Archivio. Attendere pazientemente anni o mesi secondo la sorte. Disporre di occhi acuti e di tempo illimitato.
Questa frase e’ accompagnata da risate e applausi degli amici Vespasiano Bignami (di cui vi consiglio caldamente il libro d’oro dell’indisposizione artistica)e Cesare Tallone dal paradiso dei pittori antiburocratici.
Questa la situazione prima dell’avvento del Prof. Valter Rosa, cui mi sono rivolta per una ricerca il 2007, subito accolta.
A lui va il merito d’aver apportato uno spirito di sollecita e intelligente collaborazione, merito ancor più encomiabile per la sua dedicazione volontaria.
Al prof. Rosa va tutta la mia stima, espressa a parole e qui estesa, scusandomi per il ritardo, addì Luglio 2008.

CESARE TALLONE E LA SUA CATTEDRA DI PITTURA A BRERA DAL 1899 AL 1919
Cesare Tallone- 1910 ca.

La scuola di Tallone consisteva in un anno di nudo obbligatorio e due anni di scuola speciale pittura, alla quale si accedeva dopo tre anni di corsi comuni.

Il debutto alla direzione della cattedra fu segnato da un evento eccezionale, che attesta la misura del valore e dell’innovazione del suo insegnamento. Gli alunni iscritti col prof. Bertini nell’anno 1898-1899, sostituito alla sua morte da Vespasiano Bignami, dopo pochi mesi di insegnamento di Tallone, dall’aprile 1899 alla fine dell’anno scolastico, chiedono di ripetere l’anno scolastico 1898-1899.

Nella cartella personale di Tallone: “Morto Bertini, rigraziamo Bignami come sostituto. Il breve insegnamento del prof. Tallone fece conoscere un campo di studi nuovo che assai vivamente (gli allievi) si vedono costretti troppo presto a dover lasciare. Domandiamo di ripetere l’anno” firmato: Zappelloni Andrea, Lodovico Gussoni, Ferdinando Villa, Macchi Luigi.


CHI LI HA VISTI?

Seduto Mario Maserati, il secondo in piedi a sinistra e’ Guido Tallone. Poco prima di metterla su questa pagina web, ho sottoposto la foto alla Prof.ssa Giovanna Ginex, che ringrazio, che conferma la mia ipotesi: Carlo Carra’ e’ il secondo da destra. Scattata a Brera probabilmente nel 1914.
Mario Maserati frequenta l’accademia di Brera dal 1906 al 1909, quando si ritira per leva miltare. ( rif. Cat. Maserati) Si iscrive ancora nel 1914.
Nei registri ufficiali ho trovato solo il suo nome nel 1914 “da anni precedenti.
A me la foto sembrerebbe del ‘14, poco prima della guerra, ma potrebbe essere di qualche anno prima.
Mancano all’appello gli altri nomi. Saro’ grata a chi mi aiutera’ a riconoscerli.

Fotografia pubblicata sulla mia monografia di Cesare Tallone, Electa 2005 ( foto per gentile concessione della Galleria d’arte La finestrella Canelli, cat. Mario Maserati, dipinti inediti di una collezione privata, 2-30 giugno 2001).

Per agevolare la ricerca riporto qui sotto gli elenchi degli allievi di CESARE TALLONE dal 1905-1906 al 1914-1915, da me tratti dai registri ufficiali di Brera
(per gli elenchi precedenti l'anno 1905-1906 e seguenti il 1914-1915, rivolgersi con una email all'Archivio Tallone).

1905-1906 Scuola Speciale Pittura
Valori Romano,Corti Emilio, Bellazzi Giuseppe , Pasetti Antonio,Zambelletti Lodovico,Jemoli Achille ,Stella Silvano,( Stella Agostino) , Manzotti Carlo,Bollati Ottorino, Borsa Roberto , Zaccheo Ugo,Maldarelli Giuseppe (I sc.spec pitt) //(Facchetti Gino (IISc.Spec.Pitt)
(Aroldo Bonzagni III comune con obbligo architettura
Bucci Anselmo II corso Comune).

1905-1906 Scuola obbligatoria Nudo.
Valentini Ambrogio,Mazzola Achille,Prosa Alfredo,Fratino Cesare,Stedile Riccardo,Carra’ Carlo, (11-2-1881), Ornati Mario,Frisia Donato,Farina Pietro,Ferrario Carlo,Lomazzi Carlo, Mastracchio Giuseppe,Turati Luigi,Reduzzi Polibio.

1906-1907 Scuola Speciale Pittura
Ornati Mario,Turati Luigi ,Corti Emilio ,Manzotti Carlo,Lanfredi Egisto,Carra’ Carlo* , Frisia Donato,*Farina Pietro, *Mazzola Achille (I Sc.spec.Pitt) //Zaccheo Ugo,Valori Romano ,Maldarelli Giuseppe ,Zambelletti Lodovico, Jemoli Achille,Macchi Luigi (Macchi Guido sul Bignami-Caversazzi),Garbin Lodovico*( II sc.spec pitt)
*Carra’, Frisia , Farina e Garbin, nel registro sono iscritti a scultura, probabilmente un errore di trascrizione. Garbin frequenta nel 1904-1905 la scuola obb.nudo. Non compare nel primo speciale pittura del 1905-1906 errore sul registro o ritiro?
(Funi Virgilio (Ferrara 26-2-1890) si iscrive al III comune
Carpi Aldo(6-10-1886) si iscrive al III comune)

1906-1907 Scuola Obbligatoria nudo
Cesura Giovanni,Laghi Carlo,Sant’Agostino Silvio,Valentini Ambrogio,Bonzagni Aroldo,Fratino Cesare,Borgonovo Giovanni,Baruffi Ferruccio,*Mistruzzi Aurelio,Stedile Riccardo,Cifani Domenico, Bresciani Archimede, Bonzagni Aroldo.
*Sul Bignami –Caversazzi sono nominati Baruffi Francesco, BaruffiAndrea.

1907-1908 Scuola Speciale Pittura
Fratino Cesare,Pasetti Antonio ,Farina Pietro, Bonzagni Aroldo, Santagostino Silvio ,Borgonovo Giovanni, Cifani Domenico, Archimende Bresciani, Baruffi Ferruccio* ( I Sc.spec.pitt.) //Frisia Donato*, Mazzola Achille , Manzotti Carlo, Carra’ Carlo , Turati Luigi ,Lanfredi Egisto (IIsc.spec.pitt)
*Frisia Donato nel registro e’ iscritto a II spec scultura e architettura :e’un errore di trascrizione nei registri? Baruffi Ferruccio, sul BignamiBaruffi Francesco)

1907-1908Scuola Obbligatoria Nudo
Zaninelli Carlo, Sandri Attilio,Piaggi Alfredo,Caprotti Guido, Parravicini Persia Antonio,Carpi Aldo,Funi Virgilio,Sedini Giulio,(sul Bignami c’e’ Sedini Leopoldo)
Monti Francesco(Monti Tiziano sul Bignami),Laghi Carlo*,Barella Giovanni,Bernasconi Faustino,Stedile Riccardo(Sedile sul Bignami),Carrera Giuseppe, Calori Giovanni.
(*Laghi Carlo non si trova nei corsi successivi, errore di trascrizione nei registri o ritiro?)

1908-1909 Scuola Speciale Pittura
Caprotti Guido , Bernasconi Fausto , Frisia Donato ,Carpi Aldo ,Funi Virgilio, Zaninelli Carlo* (I sc.spec pitt)/, Baruffi Ferruccio, Pasetti Antonio, Fratino Cesare, Bresciani Archimede, Giordani Italo * , Somazzi Leopoldo*
Farina Pietro,Santagostino Silvio , Cifani Domenico , Bonzagni Aroldo(II sc spec Pitt.)
*(Somazzi Leopoldo(sul Bignami vi e’ un Galeazzi Leopoldo) e Giordani Italo nei registri risultano iscritti al II spec pittura, potrebbe essere un errore di trascrizione nei registri, perche’ non troviamo i nomi negli anni precedenti (neanche quello del Galeazzi)./ Zaninelli Carlo nel registro e’ iscritto a sc.spec nudo,e’ un errore di trascrizione, poiche’ e’ iscritto alla scuola obb. del nudo nel 1907, nei due anni successivi nei registri e’ ancora iscritto al nudo,mentre si tratta del I e II sc spec Pittura)
Salietti Alberto si iscrive al I corso Comune.

1908-1909 Scuola obbligatoria Nudo
Montanari Giuseppe, Cantoni Giulio,Carrera Giuseppe*,Piaggi Alfredo,Calori Giovanni, Zaninelli Carlo,Galli Emilio,Guindani Giuseppe,Rodella Gustavo,Marzola Renato,Solari Francesco,*Barella Giovanni,Soave Medardo*Molinari mario,Parravicini Persia Antonio,Mengaldo Francesco, Giovannini Carlo* Fumagalli Eliseo,
*Solari Francesco, Soave Medardo, Carrera Giuseppe, non risultano iscritti ai corsi successivi di pittura:errore di trascrizione nei registri o ritiro?).

1909-1910 Scuola speciale Pittura
Fumagalli Eliseo ,Galli Emilio , Rodella Gustavo ,* Marzola Renato,Piaggi Alfredo (I sc.spec.pitt.) //Caprotti Guido , Frisia Donato, Bernasconi Fausto, Carpi Aldo, Funi Virgilio.(IIsc.spec pitt.).
*Rodella Gustavo non risulta iscritto al successivo corso di pittura.

Tallone Guido(11-5-1894)e’ iscritto al I corso Comune (1907-1909 Sc Artefici di Brera)
Salietti Alberto II corso Comune
Chiattone Mario e’ iscritto al III Comune.


1909-1910 Scuola Obbligatoria nudo
.Lombardi Amleto, Zaninelli Carlo,Marchesi Guido,Passamai Giovanni*, Tenconi Angelo*Tomo Eligio,* Montanari Giuseppe*,Pirovano Giovanni,Paracchini Giacomo,Regorda Giovanni,Raimondi Arnaldo,Genoni Ernesto,Mazzola Enrico, Molinari Mario, Monti Tiziano
*Tomo Eligio,Montanari Giuseppe ,Passamai Giovanni,Tenconi Angelo non risultano iscritti nei due successivi corsi di pittura , errore o ritiro?

1910-1911 Scuola Speciale Pittura
Pirovano Giovanni , Paracchini Giacomo, Lombardi Amleto,Marchesi Guido ,Zaninelli Carlo ,Bonatti Vittorio *,Borsani Riccardo* Borasio Guido,Genoni Ernesto , Regorda Giovanni ,Raimondi Arnaldo (I sc spec. Pittura) // Marzola Renato ,Rodella Gustavo ,Fumagalli Eliseo , Galli Emilio,Grignan Alessandra*,
*Grignan Alessandra e’ iscritta nei registri nel II Spec Pittura, (Respighi Luisa Sc. Obb. Nudo) si tratta probabilmente di errore di trascrizione sui registri, o di una eccezione,poiche’ fino al 1915 alle donne era interdetta la scuola speciale di pittura e il nudo obbligatorio // Bonatti Vittorio,Borsani Riccardo, non risultano l’ anno successivo.
Tallone Guido iscritto al II corso Comune.

1910-1911 Scuola Obbligatoria Nudo
Vicini Aldo, Andreoletti Carlo, Moroni Giuseppe*,Grossi Giovanni ,Borasio Guido, Cordone Valentino, Chiattone Mario ,Minunzio Giuseppe,Lombardi Amleto, Durak Adalberto, Rivolta Arturo,Respighi Luisa
*Moroni Giuseppe non risulta iscritto nei successivi corsi di pittura

1911-1912 Scuola speciale Pittura
Chiattone Mario*
,Cantoni Giulio* Borasio Guido , Mazzola Enrico, Rivolta Arturo*Belloro Giuseppe*, Minunzio Giuseppe (I sc.spec. pitt) //Pirovano Giovanni,Marchesi Guido,LombardiAmleto,Raimondi Arnaldo,Grossi Giovannino,Zaninelli Carlo,Regorda Giovanni (II Sc.Spec.Pitt.)
*Chiattone Mario, Cantoni Giulio,Rivolta Arturo,Belloro Giuseppe, non risultano iscritti l’anno successivo
Tallone Guido iscritto III corso Comune.

1911-1912 Scuola Obbligatoria Nudo
Mantegani Angelo,Salietti Alberto,Parini Dante*,Vassalli Pompeo*,Pola Giovanni,Gibelli Francesco,Baruffi Andrea,Mazzotto Rocco*, Cogliati Maurizio, Azzi Mario*,Mazzola Enrico,Mondinari Luigi,* Bargigia Francesco*
*i nomi segnati cn l’asterisco non risultano in anni successivi
(Nel registro del 1911 molti alunni non superano l’esame di ammissione

1912-1913 Scuola speciale Pittura
Pola Giovanni , Mazzola Enrico , Salietti Alberto Penco Flaminio ,*Cogliati Maurizio , Gibelli Franco ( I sc.spec.pitt) // Minunzio Giuseppe ,Bonatti Vittorio ,Rivolta Arturo (II sc. Spec pitt.)

1912-1913 Scuola Obbligatoria Nudo
Tallone Guido, Ramelli Maurizio ,Angelo Mantegani , Agnoli Edoardo,Baruffi Andrea, Masciocchi Rinaldo, Motta Luigi.

1913-1914 Scuola Speciale Pittura
Tallone Guido ,Masciocchi Rinaldo ,Motta Luigi , Agnoli Edoardo , Baruffi Andrea (I sc.spec. pitt.) // Pola Giovanni ,Penco Flaminio ,Mazzola Enrico , Gibelli Francesco , Mondinari Luigi, Salietti Alberto , Cogliati Maurizio (II Sc. Spec.pitt.)

1913-1-914 Scuola Obbligatoria Nudo
Sandri Gino, Polenghi Pietro*, Antonioli Francesco*, Gussoni Vittorio*,Quintavalli Noel*,Leonicini Leo*
*i nomi segnati con l’asterisco non si trovano piu’ iscritti alla scuola Spec. Pitt. dell’anno seguente.

1914-1915 Scuola Speciale Pittura
Sandri Gino ,Mari Alfredo* (Isc.spec.pitt) // Motta Luigi,Baruffi Andrea, Tallone Guido ( II sc.spec.pitt.) Mario Maserati (da anni precedenti)
*Mari Alfredo non si trova sul registro della Scuola Obb.Nudo anno precedente

1914-1915 Scuola Obbligatoria Nudo
Raffaldini Arturo, Galimberti Giuseppe,Pech Giuseppe, Ferrero Ugo,Tagliabue Carlo,Pozzi Giov.Oreste


POI SCOPPIA LA GUERRA MONDIALE...


Gigliola Tallone luglio 2011

POLIBIO REDUZZI

SCUOLA OBBLIGATORIA DEL NUDO 1905-1906

UN ALTRO ALLIEVO RITROVATO

Ringrazio il signor Guido Abate, che si definisce “pittore per hobby”, e che evidentemente condivide la passione per l’arte del cugino della madre Polibio Reduzzi, allievo di Cesare Tallone.
Ed ecco che ha dato ancora frutti la mia idea di riportare nel sito i nomi di tutti gli allievi, non solo i famosi ma anche quelli dimenticati, procurandomi la stessa emozione che provai in quei mesi in cui con pazienza infinita ho cercato nei registri dell’archivio di Brera tutti i nomi degli allievi di Tallone, trascrivendoli senza fare distinzione tra quelli noti e gli altri.
Dopo Emma Nessi (in questa sede) ed Edmondo Maria Virga (in “Chi l’ha trovato Arte”), ecco il terzo allievo ritrovato, non solo un nome, Polibio Reduzzi, ma un volto, una storia e una parte della vita di Cesare Tallone, che amava tutti i suoi allievi indistintamente.
Qui vediamo un autoritratto di gran fattura: un altro allievo di talento che potrebbe aver avuto una brillante carriera che la terribile guerra ha distolto da quella strada come professione, senza rompere l’incanto che provava per la pittura.
Lo immagino mentre dipingeva quando ne aveva l’estro, ricordando con affetto e nostalgia i bei tempi di Brera con i suoi compagni e il suo professore, memore dei sogni e i progetti per il futuro…Assorto nella pittura, sará forse per un poco riuscito a dimenticare quella sanguinosa guerra, per lui tanto traumatica.
Trascrivo qui la breve biografia di Polibio Reduzzi, che gentilmente il suo discendente mi ha fatto avere.

Ho casualmente incontrato il sito ufficiale del grande maestro Cesare
Tallone curato da lei signora Gigliola Tallone e, leggendo in questo sito ho
trovato con piacere il nome di Polibio Reduzzi il quale era cugino di mia
madre. Nel 1905/6 frequentava ancora l'accademia di Brera (dove ricevette
due borse di studio ) diretta appunto dal maestro C. Tallone. Polibio in
quell'anno frequentò la scuola obbligatoria di nudo con Carlo Carrà.
Anche Polibio (di cui le invio un suo autoritratto giovanile) come C.Carrà
fu attratto dalla grande guerra, prima i due furono interventisti conoscendo
anche Cesare Battisti, poi, una volta arruolatisi conobbero la grama realtà
che ogni guerra purtroppo presenta.
Mentre Carrà si riprese dopo un ricovero ospedaliero continuando in seguito
a dedicarsi alla pittura: Polibio, che fu ferito in battaglia ma, la ferita
maggiore l'ebbe nella sua psicologia, una volta ristabilitosi non volle mai
più incontrare ne Carrà ne altri artisti.
Continuò la sua vita rifugiato in famiglia con le sue sorelle Rosina e
Letizia che gestivano come si direbbe oggi: un piccolo supermarket,
dipingendo capolavori quando ne aveva l'estro.

Guido Abate



Gigliola Tallone sett. 2011
I gemelli Carlo e Luigi Rigola alla Scuola Libera del Nudo
ritrovati volti e storie da non dimenticare

rigola
Carlo e Luigi Rigola nel loro studio di Milano con uno scultore non identificato

I gemelli Luigi e Carlo Rigola nascono a Milano il 27 luglio 1883 in una famiglia della media borghesia milanese. Frequentano la Regia Accademia di Belle Arti in Milano (Brera) e qui si diplomano il 1904 con lo scultore Lodovico Pogliaghi, del quale diventano ben presto gli allievi prediletti. Egli seppe riconoscere e apprezzare la loro sorprendente abilità tecnica, tanto da sceglierli come collaboratori nella realizzazione di opere straordinarie. Mi piace qui sottolineare che Tallone considerava Pogliaghi, suo compagno di studi alla scuola del Bertini “come un fratello”.
Contemporaneamente agli studi ufficiali, i Rigola seguirono i corsi della “Scuola libera del nudo”. Nei registri di Brera da me consultati, cosí compaiono iscritti alla Scuola libera del nudo:

1904 Rigola Carlo e Rigola Luigi da anni precedenti
1905 Rigola Carlo e Rigola Luigi da anni precedenti
1906 non risultano iscritti
1907 Rigola Carlo e Rigola Luigi da anni precedenti
1908 non risultano iscritti
1909 Rigola Carlo da anni precedenti.

È da evidenziare la loro frequentazione a questi corsi liberi, a cui Cesare Tallone prestava gratuitamente il suo insegnamento alternandosi con altri colleghi. Come riportato nei registri, i Rigola frequentarono la Scuola Libera del Nudo prima del diploma e, per alcuni anni, dopo la loro licenziatura a Brera.
La Scuola Libera del Nudo appare nei registri solo dall’anno 1904, ed era frequentata da allievi regolari e liberi iscritti. Era tale l’affollamento, dovuto alla grande fama di Tallone, che talvolta gli alunni regolari e quelli di altra provenienza provocavano risse per avere un posto. La fama dell’insegnamento di Tallone, proveniente dalla Carrara a Bergamo, ove aveva diretto la cattedra del nudo e pittura dal 1885 al 1899, attirava frotte di giovani talenti alla sua scuola a Milano. Non estraneo a questa fama era l’affezionatissimo allievo Giuseppe Pelizza da Volpedo, il cui pensiero la stampa bergamasca aveva ampliato: "delle regole del buon disegno e della maschia pittura fu l'unico tra i miei maestri".
In quell’Accademia provinciale, quasi solo dedicata alla copia di soggetti religiosi, Tallone aveva portato una ventata di innovazione, se non una vera rivoluzione, insegnando a copiare dal vero e dalle statue a grandezza naturale, aprendo la sua scuola ad allievi privati e alle donne, accompagnando per la prima volta gli allievi alle mostre importanti, in particolare a Milano e Venezia, procurando loro di osservare e copiare dal vero opere di maestri contemporanei che portava con sé, come opere di Michetti, e di maestri antichi, come le incisioni di Holbein, che aveva acquisito a Londra e ottenutone il rimborso dalla Carrara come materiale per l’insegnamento.
A Brera, che Tallone considera in una lettera “l’Accademia di Milano é ora la piú importante del regno”, il suo insegnamento e la sua liberalitá attiravano moltitudini di artisti, e non é un caso che i futuri fondatori del Futurismo siano usciti proprio dalla scuola di Tallone, che voleva per sé e per i suoi allievi la libertá di scegliere secondo le proprie inclinazioni. Dava ai suoi allievi gli strumenti necessari, senza privarli della loro personalitá, sottolineando l’enorme importanza del disegno a grandezza naturale per lo studio dell’anatomia, e ne abbiamo piena conferma nei lavori di questi due scultori gemelli.

satir
Carlo e Luigi Rigola “Satiro” gesso.

I gemelli Rigola Luigi e Carlo, nel 1908 collaborarono alla modellazione delle porte centrali del Duomo di Milano, come riportano Aldo Carpi e successivamente Rossana Bossaglia.
Nel 1910 sono nel Duomo di Genova, San Lorenzo, dove realizzano le grandi figure degli Angeli della Cappella Cybo, e successivamente nel Duomo di Chiavari con gli scenografici stucchi delle lesene.
La stretta collaborazione con Pogliaghi li porterà alla modellazione degli Angeli portalampade della Basilica del Sacro Cuore di Bussana e dei porta candelabri nel Duomo di Pisa.
Nel 1910 il grande gruppo della Concordia per l’Altare della Patria a Roma e la Pietà per la Cappella Espiatoria di Monza.

gemelli
Carlo e Luigi Rigola, fonderia di Cantú.

L’apertura della loro fonderia a Cantù (Como) permette la produzione di bronzi decorativi per mobili.
Nel 2008 il Comune di Cantù allestisce una mostra a loro dedicata corredata da un volume.
Tra le opere esposte anche il gesso di una formella delle porte centrali del Duomo e i gessi della base dell’Altare Maggiore del Duomo di Milano in prestito dalla Veneranda Fabbrica.
Ringrazio i discendenti dei gemelli Rigola, Anna Rigola e Carlo Marelli, che hanno avuto la passione di ricordare questi valenti scultori altrimenti dimenticati. A loro devo la maggior parte di informazioni riportate qui letteralmente, cui aggiungo la notizia della scuola del nudo con Tallone, riportata da me con altrettanta passione dai registri di Brera.
La loro vita artistica è ampiamente riportata nel sito "http://www.carloeluigirigola.it"


MARIO POLPATELLI 26 settembre 2013
Allievo di Cesare Tallone 1915-1917
Quistello (Mantova) 1890 - Brescia 1950



Mario Polpatelli

Nei registri dell’Accademia di Brera risulta iscritto alla scuola di Cesare Tallone al I corso speciale pittura. Dal 1916 i registri sono stati sospesi per la guerra, ma il figlio Carlo conferma il diploma di Brera, ha quindi frequentato anche il II anno spec. Pittura. In questo fortunato caso, abbiamo una bel catalogo della mostra retrospettiva del 1987 a cura di Renzo Margonari, nel cui comitato ha partecipato sapientemente, insieme ai fratelli, il figlio Carlo, anch’egli pittore, che ringrazio per avermi inviato il volume insieme a una pubblicazione di incisioni del padre. (a cura di Renzo Margonari, Mario Polpatelli, mostra retrospettiva Comune di Quisitello, 1987, Vangelista ed. Snc; a cura di Carlo Polpatelli, Mario Polpatelli, Incisioni, Publistampa, Bologna 1990). Lascio quindi i dettagli della sua carriera e biografia alla lettura dei testi, e cerco di esprimere il mio modesto parere sulla sua arte.
La prima cosa che mi accorre su questo artista, è che si tratta di un forte disegnatore, risoluto, energico, col segno sicuro di chi ha passato sulle carte tanto tempo da stancare le mani e gli occhi. Cesare Tallone diceva che non si può essere pittore senza prima essere disegnatore, e lo spiegava con una frase che mi sembra centrata “il disegno deve essere tre volte perfetto e sembrarlo una volta sola”. Diceva anche che non è il bel segno che conta, ma la capacità di calcolare l’esatta distanza tra i punti corrispondenti. Il Polpatelli è un disegnatore straordinario e uno straordinario incisore.


I cavalli di San marco (II stato) acquaforte- acquatinta


Testa di ragazzo, sanguigna su cartone
Abbiamo, nei dipinti non datati, alcuni che possono intendersi più vicino alla scuola talloniana, ma già nel giovane si riscontra l’impronta dell’originalità, va detto, rispettata e anzi auspicata dal maestro nei confronti di tutti i suoi allievi.


Modello


Il corno bianco 1920 c.
Sicuramente negli anni successivi alla formazione ha guardato altri artisti altre scuole altre tendenze, anche estere, ma ne ha fatto una cosa sua, e se giustamente la critica lo avvicina all’Espressionismo, credo che questo pittore abbia avuto il carattere tra quelli che non danno importanza alle appartenenze, ma seguono un urgente imperativo interiore, uno di quegli artisti per i quali la pittura è la vita stessa.
Per lui il soggetto non è sostanziale ma pretesto per un’espressione pittorica carica di potente forza emotiva. Basti vedere i due “girotondo” (e ricordare il girotondo di Pellizza) per vedere cosa intendo riguardo al Polpatelli per “pretesto del soggetto”, oppure quell’assunzione, studio per decorazione di una chiesa) per vedere che è più vicino a Munch che a Previati. Talvolta, specie nel bianco nero, si respira un’aura monumentale, ma se l’architettura dell’opera è saldissima, il segno è dinamico e vivo, noncurante di finitezze, così come in generale la sua pittura non è mai statica come alcuni artisti del gruppo Novecento suoi coevi.


Girotondo, 1930


Girotondo


Assunzione (studio)

La sua opera è originale come solo l’esigenza vitale e sincera dell’espressione del dramma interiore può creare. Sono felice di aver conosciuto il magnifico pittore Polpatelli tra gli allievi di Cesare Tallone, grazie al figlio Carlo.


Testa di bimbo 1935 c.


Vecchio mendicante


Gigliola Tallone


Gigliola Tallone luglio 2014

MAURIZIO RAMELLI


Maurizio Ramelli

Un altro volto, un’altra storia di un allievo di Cesare Tallone, che conquisterá fama nella sua terra natale, la Colombia, nella lunga e brillante carriera di affreschista.
Grazie alla nipote Luisita Brambilla possiamo ricostruire un sintetico curriculum del pittore.
Maurizio Ramelli nasce a Bogotá il 15 ottobre 1891, figlio di Beatrice Adreani e Luigi Ramelli, e cresce in un ambiente artistico di pittori, in particolare ornatisti, che vantano la prestigiosa discendenza dall’ingegnere Agostino Ramelli, inventore rinascentista e autore del libro pubblicato il 1588 “Le diverse e artificiose macchine del capitano Agostino Ramelli di Ponte Tresa”, opera classica dell’ingegneria del Rinascimento.
Bernardo Ramelli, nato in Svizzera a Grancia (Lugano), aveva fondato uno studio in Borgo Pinti a Firenze dove professava coi nipoti Nicola e Luigi, padre di Maurizio, eseguendo decorazioni in importanti edifici e chiese.
Luigi, che aveva frequentato l’Accademia di Belle Arti di Firenze, su suggerimento dell’architetto Pietro Cantini, partecipa e vince il concorso per fondare la prima Scuola di Belle Arti a Bogotá, dove si trasferisce il 1884.
Nel suo atelier introduce la tecnica poco conosciuta di ornamenti in cemento e gesso per le decorazioni private e pubbliche, in seguito con la collaborazione del figlio maggiore Colombo.
Il figlio Maurizio sceglie la strada della pittura: risulta iscritto alla Reale Accademia di Belle Arti in Milano (Brera) nei corsi Comuni in data 6 novembre 1909 “Ramelli Maurizio paternitá Luigi, titolo di cultura presentato: ha studiato all’estero; studi che intende percorrere: pittura; abitazione via Pontaccio 16; iscritto al I Corso Comune in seguito ad esame”.
Risulta ancora nei registri ufficiali iscritto alla scuola di Cesare Tallone nella Scuola Regolare del Nudo l’anno 1912-1913. Lo stesso anno in cui è iscritto Guido Tallone, figlio del professore .
Il nome di Ramelli non appare nei due corsi obbligatori successivi della scuola di Tallone (dopo un anno nudo obbligatorio, due anni di scuola di pittura), perchè il 1914 venne richiamato in Svizzera per il servizio militare.
Lavora attivamente in Svizzera, e nella casa di Grancia si trovano opere murali e dipinti, alcuni dei quali datati 1916 e 1918. Tra questi dipinti si trova il ritratto della sorella di Maurizio Maria Ramelli (madre di Luisita Brambilla).


Ritratto di Maria Ramelli



Soffitto nell’attuale casa Piceni, Grancia (Svizzera)

Secondo i discendenti, alla fine della Guerra Mondiale Maurizio si reca in Colombia, per ritornare in Svizzera il 1922 per sposarsi a Grancia. Da quella data si sistema definitivamente in Colombia, dove è considerato il maggior esponente di pittura murale religiosa del XX secolo.

ALCUNE OPERE

A Cali (Colombia) si trovano gli affreschi del Teatro Municipale, quelli della Chiesa di San Francesco e della Chiesa vecchia dell’Immacolata.



Plafone del Teatro Municipale di Cali (Colombia)

A Bogotá esegue gli affreschi nella chiesa di Nostra Signora dell’Esilio detta d’Egitto; a Palmira affresca la Cattedrale, a Buga la Basilica del Signore dei Miracoli, ad Antiochia la Chiesa Tamesis.
La lunga e operosa vita di Maurizio Ramelli termina a Medellin il 1973.



El Nacimiento. Pintura mural en la Iglesia de Nuestra Senora de Egipto (Bogotá Colombia)





CHI LE HA VISTE?

Poche sono le donne iscritte ai corsi regolari, mentre Tallone accettava le allieve nella scuola privata del suo studio a Brera, talvolta negli suoi studi privati, dove potevano studiare il nudo da modelli. (vedi Amalia Pirovano, Valero Maria) Curiosamente troviamo l’anno 1910-1911 due donne iscritte ai corsi regolari Respighi Luisa sc.reg.nudo e Grignan Alessandra Secondo speciale pittura) non appaiono negli elenchi degli anni precedenti o seguenti. Si tratta di errore o di eccezioni?
Solo dal 1915 le donne possono iscriversi ai corsi regolari.

Negli elenchi successivi compaiono i nomi di alcune donne, in particolare Valero Maria (Marussita) viene ammessa su consiglio di Tallone che la seguiva gia’ nel suo studio privato di Corso Garibaldi. Tra le allieve private si ricorda Amalia Pirovano, che Tallone ritrasse ( il dipinto si trova nella Pinacoteca di Brera insieme a quello del marito Alessandro Pirovano, omonimo ma non parente. Ed Emma Nessi, nipote di Cesare castagna, che fu da lui ritratto nel 1906
Qualcuno le ha viste?


Emma Nessi, allieva dello studio privato di Cesare Tallone



Emma Nessi fu allieva privata di Cesare Tallone nello studio interno all’Accademia di Brera. Si tratta probabilmente degli anni vicini al 1906, data del ritratto dello zio di Emma Cesare Castagna, scelto da Tallone per l’Esposizione del Sempione, Milano 1906, insieme ad altri quattro ritratti (Gigliola Tallone, Cesare Tallone, Electa 2005, p. 64).
La bella fotografia inviatami dai discendenti è il primo riscontro al mio appello “Chi le ha viste?”. In attesa di notizie anagrafiche, ho il grande piacere di mettere nel sito la foto della giovane Emma Nessi mentre ritrae un personaggio dannunziano, di cui si disconosce il nome. Come si può apprezzare, è evidente il talento dell’allieva, e l’impronta dell’insegnamento del suo maestro.
La foto è interessante anche per il particolare della tavolozza di grandi dimensioni inventata da Cesare Tallone. Come si nota, non c’è il buco per il pollice, mentre l’impugnatura, a forma di maniglia, era fissata nel retro della tavolozza. Nella foto (particolare) di Tallone del 1906 si può vedere la mano del pittore sotto la tavolozza. Talvolta faceva costruire anche un modello con due cinturini di cuoio da legare all’avambraccio sinistro, per avere più mobilità e usare la tavolozza anche in senso perfettamente orrizzontale. Le grandi dimensioni erano volute rigorosamente da Tallone, che ne trasmette l’importanza agli allievi, per distribuire i colori puri a distanza l’uno dall’altro, in modo di non sporcare i colori, ed avere al centro molto spazio per l’impasto.



Cesare Tallone (particolare) 1906.



Cesare Tallone mentre ritrae la figlia Irene, 1896 ca.



Nello studio di Cesare Tallone di Corso Garibaldi, 1906: Cesare Castagna (di profilo, secondo da sin) con altri ospiti. Si riconoscono da sinistra i ritratti di Rocco Gritti (seminascosto dietro al giovane), della Marchesa Clerici, di Maria Gritti (sotto Tallone che posa dietro una cornice), di Cesare Castagna, Lina Cavalieri e altri due ritratti virili.

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9 settembre 2013
Maria Biglia allieva ufficiale alla scuola di Cesare Tallone, anno 1915-1916.
Piacenza 1891-1972

Grazie alla gentile segnalazione della Dott.ssa Alessia Locatelli, posso aggiungere in questa sede un’altra presenza femminile della scuola di Tallone. Un’altra pioniera dell’Accademia di Brera, non piú solo un nome nel registro.


Autoritratto

Maria Biglia, nei registri ufficiali dell'Accademia di Brera, esattamente l’anno 1915-1916, risulta iscritta alla scuola regolare del nudo (o scuola obbligatoria del nudo). Era il primo anno con Cesare Tallone, seguivano poi i due anni di scuola speciale pittura; i registri successivi 1916-1919 vennero sospesi in tempo di guerra.
Sappiamo quindi l’anno esatto, 1915-1916, in cui le donne vennero finalmente ammesse agli stessi corsi degli alunni maschi.
Probabilmente, a far assumere la decisione al Consiglio dell’Accademia, pesava l’assenza dei maschi partiti per la Grande Guerra, lasciando le aule semideserte…


Donna che cuce


Si tratta delle prime allieve ufficiali di Cesare Tallone, mentre anteriormente le alunne donne non erano ammesse ai corsi superiori, solo ai tre comuni e alla patente per l’insegnamento alle scuole tecniche e normali, separate dai colleghi maschi, secondo il parere del Consiglio “onde evitare inconvenienti”.
Lo stesso anno di Maria Biglia erano iscritte Carozzi Cristina (sc. obb. nudo), Agostoni Maria (1º speciale pittura), Valero Maria (1º spec. pittura).
(Compare il nome di Rapetti Eugenia, con la scritta 1 spec. ornato e 3º figura, si tratta probabilmente degli studi precedenti con cui viene ammessa al nudo obb.? Aspetto eventuali chiarimenti…).
Prima del 1915, nonostante il regolamento, Tallone aveva peró accolto molte donne nel suo studio privato di Brera (come aveva fatto alla Carrara), superando gli ostacoli della burocrazia, per dare loro le stesse opportunità degli allievi maschi.
Nella scuola libera del nudo (accessibile anche per gli esterni) troviamo Agnelli Rosina, Baldrati Gemma, Baroni Carolina, Bedeschi Vittoria, Bonoli Jola, Canderi Amelia, Casò Angela, Dacomo Piera, Lesca Maria, Maschini Irene, Zucca Piera, Zanoncelli Caterina, Fagioli Gilda Luigia. 


Adolescente

Grazie alla scheda autografa di Gina Biglia, applicata sul retro della tela “Adolescente” e “Nini dorme”, e dedicata “alla cuginetta Linda Bergamini”, troviamo una piccola biografia di Maria Biglia a conferma degli studi con Tallone a Brera, con la menzione della frequentazione del disegno [scuola obb. disegno dal nudo] e del corso speciale biennale di pittura. Quindi, nonostante l’assenza dei registri dal ‘16 al ’19, sappiamo con certezza che Maria Biglia aveva concluso i tre corsi canonici con Cesare Tallone.
Iscritta alla Societá per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, insegna per parecchi anni a Milano dove espone in prevalenza. Termina la carriera d’insegnamento a Novara al Liceo Scientifico. Si dedica anche al paesaggio e nature morte.


Nini dorme


Retro di Nini che dorme

In questo breve panorama di alcune opere, pur mancando le date, si evidenzia “Donna che cuce” come un dipinto di stile piú datato, vicino agli anni della scuola di Tallone.
Ringrazio per le informazioni Alessia Locatelli e i discendenti della pittrice, e diamo il benvenuto a Maria Biglia, la seconda donna di questo sito, dedicato a riportare in luce gli allievi di Cesare Tallone.
Gigliola Tallone

13 agosto 2016
Aggiungo volentieri le riproduzioni di due dipinti di Maria Biglia che mi invia il Signor. Dino Paolotti, che ebbe anche l’occasione di conoscere personalmente la pittrice. Si tratta probabilmente di due studi di modella eseguiti alla scuola di Tallone. G.T.


Studio di modella


Studio di modella





1915-1916 Scuola Speciale Pittura

Galimberti Giuseppe,Bocchi Attilio,Raffaldini Arturo,Polpatelli Mario ,Cisari Giulio ,Agostoni Maria,Valero Maria,* Mazza Aldo*(I Sc.Spec.Pitt)
*Mazza Aldo sul registro dicitura “licenza pittura”(non e’ iscritto nei corsi precedenti)
*Valero Maria, nata a Pietrogrado (2-11-1887)Studi da percorrere:pittura, decisione del consiglio dei professori del 13 gennaio 1916(N.A. Allieva privata di C.Tallone, che propone all’ammissione).

1915-1916 Scuola Obbligatoria Nudo
Carozzi Cristina, Grazioli Virgilio,Meneghini Ruggero,Gagliardi Giuseppe,Abbondio Fiorenzo, Tradico Enzo, Baccarini Lino,Arioli Fioravante, Biglia Maria.

Dal 1916 al 1919 non esistono registri per periodo guerra.

SCUOLA LIBERA DEL NUDO

Tutti potevano liberamente iscriversi. Cesare Tallone prestava gratuitamente il suo insegnamento a turno con altri professori tra i quali Vespasiano Bignami. La fama di Cesare Tallone attiro’ un numero altissimo di iscritti. Molti allievi erano della scuola regolare e altri liberi iscritti, talvolta insorgevano conflitti…


Nei registri ufficiali dall’ottobre dell’anno 1904 compaiono gli elenchi della Scuola Libera del nudo / dal 1904 al 1916 gli iscritti sono 384.

Allievi della Scuola Libera del Nudo (elencati anche dal Bignami)che non risultano iscritti a corsi regolari.
Massetti Annibale (Amilcare sull’elenco uff.) Quadrelli Carlo,Santoni Battista,Borgonovo Giovanni,Brignoli Luigi,Cenini Gioele,Bonomi Carlo(Vincenzo sull’elenco uff.), Biazzi Mario,Cazzaniga Carlo, Prosa Alfredo,Rusconi Camillo,Zambelli Achille (Evaristo sull’elenco uff.),Bianchi Giovanni(Guido sull’elenco uff),Pasetti Antonio,Rossi Erminio(Annibale sull’elenco uff),Veneziani Ubaldo,Ravera Erminio,Gagliardi Giuseppe,Meneghini Ruggero,Brondi Luigi,Bonomi Carlo,Mazza Giammaria,Agnelli Rosina, Baldrati Gemma
Agnelli Rosina era probabilmente una componente della famiglia degli industriali torinesi .Iscritta all’anno 1916 della scuola libera del nudo. Non esistono altri registri nel tempo della guerra fino al 1919
Chi l’ha vista?


Allievi iscritti alla Sc.Libera del Nudo (che non risultano nell’elenco del Bignami) tra i piu’ noti:
Anno 1904 Mascarini Giuseppe ( Bologna17 ott 1877)
Anno 1909 Erba Carlo.

Gli elenchi completi a richiesta.


Notare: alcuni che frequentano la scuola libera del nudo sono anche allievi regolari della scuola dei tre anni di Cesare Tallone, alcuni altri riportati sul Bignami, non risultano come allievi regolari.


GUIDO BOGGIANI, il grande amico di Cesare Tallone.



Guido Boggiani, nato a Omegna nel 1861. Grande amico di Cesare Tallone, iscritto a Brera nel 1878-79, nel 1880 guadagna una medaglia di bronzo nella sezione paesaggio, diventa poi degno allievo del Carcano, caposcuola milanese della pittura di paesaggio. E’ probabile che il loro primo incontro avvenga nei dintorni del lago d’Orta, dove Tallone dispone, gia’ prima della sua iscrizione a Brera nel 1872, dello studio nella casa dei conti Peroli nell’Isola di San Giulio. Tallone diede a uno dei suoi figli il nome di Guido (il pittore)in onore dell’amico. Si frequentarono oltre che a Brera, a Roma, dove insieme si recarono per l’Esposizione Nazionale del 1883, che vide Tallone elogiato come ritrattista tale “da far epoca”, e Boggiani fu notato come passagista. Frequentatore del Michetti a Francavilla al Mare , e di D’Annunzio e altri personaggi del mondo delle lettere, musica ed arte. Ammiratore di Francesco Paolo Michetti , Guido inizio’ la sua passione per la fotografia e gli studi etnologici. Il suo corpo fu ritrovato nel Gran Chaco in Paraguay, squartato ritualmente dagli indios Chomacocos di cui studiava i costumi.
E’ un peccato che si’ rilevante personaggio non sia omaggiato da una seria biografia
Esiste ancora qualche discendente? Insomma, chi l’ha visto?

Ampie notizie sulla mia monografia, Cesare Tallone, Electa 2005


INGEGNERE DAVOGLIO GUGLIELMO

Parto da questo articolo per parlare del cognato di Cesare Tallone…

Costruttore meccanico
Bergamo fuori porta Nuova via Gabriele Camozzi n.10-f
Inventore e unico costruttore in tutto il mondo delle
TURBINE A RUOTA DEFORMABILE
Proprio brevetto
In Italia 1898.R.G. Vol XXXIV N.46650-R.A.XCII N.53
Applicabili a qualunque caso di portata coi seguenti speciali vantaggi:
I. rendimento maggiore dell’80║ 020 (con una specie di 2 piccolo epiu’ basso prima del secondo zero-misteri dell’ingegneria) per qualunque portata (veggasi sotto dichiarazione ingegnere Gavazzi) perche’ malgrado la regolazione al potere variare della portata, la turbina si mantiene sempre perfettamente completa e nelle condizioni del massimo effetto.
II. Regolazione energica perche’ il regolatore agisce direttamente ed inmediatamente sulla
ruota mobile durante la marcia stessa.

DICHIARAZIONE
..da accurate misure al treno dinamico-metrico su una turbina a ruota deformabile, brevetto ingegnere Davoglio Guglielmo, funzionante nell’officina ditta Maggi Martino mi risulto’ che il rendimento saliva fino all’ 85 o2o(come sopra) del che posso far piena fede.
Ingegner Giuseppe Gavazzi
Bergamo 3 gennaio 1899
N.B a richiesta la Ditta, sopra i dati di portata e caduta, fornisce progetti e preventivi di costo

Unione di Bergamo 18 aprile 1899
(notizia pubblicitaria riportata sullo stesso foglio che il giornale dedica a Cesare Tallone con un articolo “bicchierata d’addio al prof. Tallone.”)

oggi sposi…

Estratto per riassunto dell’atto di matrimonio
Davoglio Guglielmo e Linda Maria Greca Giuseppa Tallone

Anno 1890 N.231 Parte = Serie=
Il giorno 15 del mese di ottobre dell’anno 1890
Hanno contratto matrimonio nel comune di Bergamo
Davoglio Guglielmo Martino
Nato a Bergamo il 30-07-1855

Residente a Bergamo
Tallone Linda Maria Greca Giuseppa
Nata a Parma il 02-03-1861

Residente a Bergamo.


IL RITRATTO

Guglielmo Davoglio, fu ritratto da Tallone in occasione del fidanzamento con la sorella Linda Tallone, nel 1887 circa. Opera esposta a Venezia nel 1887 e a Berlino nel 1888, a Brera nel 1921.(p.97, G.Tallone, Electa 2005) chiedo scusa per l’errore di cui non ho colpa: il ritratto nel mio libro e’ stato pubblicato speculare: Qui riprodotto nella versione corretta.


Ritratto dell’Ingegner Guglielmo Davoglio (marito di Linda Maria Tallone) 1887 circa.
olio su tela, cm 237x144, firmato b/s C.Tallone. Ubicazione sconosciuta.
Esp. Nazionale Artistica Venezia 1887; III Internazionale Kunst, Munchen, 1888;
Milano Reale Accademia di Brera, 1921; gia’ Finarte, asta 1118, lotto 151

Della sorella Linda Tallone esegue un ritratto ora di proprieta’del Museo Civico di Abano terme (p. 9 G.Tallone, Electa 2005).


Ritratto di Linda Maria Tallone, 1887 circa
olio su tela cm. 190x130, firmato b/s C.Tallone
Abano Terme, Museo Civico


Dall’atto integrale del matrimonio civile, risulta che il matrimonio viene officiato dall’assessore Ciro Caversazzi, grande amico di Cesare, poeta e autore del bel commento della monografia di Cesare Tallone del 1922, (accanto all’introduzione di Vespasiano Bignami) che segue la monografia della mostra postuma di Cesare Tallone a Brera, commentata dal solo Vespasiano Bignami, del 1921.

Questi sono i volumi scritti da Guglielmo Davoglio che ho rintracciato:

G.Davoglio, Sul protezionismo, impressioni antiliberiste di un produttore italiano, Tipografia Rivetti Pietro, Brescia, 1887.

G.Davoglio, Nuovi principi di dinamica lineare, Istituto italiano d’Arti Grafiche, Bergamo, 1903

Guglielmo Davoglio fu tra i fondatori, in veste di organizzatore, del movimento socialista bergamasco, insieme all’avv. Alessandro Tiraboschi, di cui Tallone eseguira’ un ritratto in quegli anni, ora all’accademia Carrara di Bergamo; Federico Maironi, fratello di Cesare che Tallone ritrae nel 1886 (p. 33, Cesare Tallone, Electa 2005); Emilio Gallavresi, di cui Tallone ritrae moglie e figlia.

Un periodo tanto interessante e con protagonisti eccelsi, non puo’ restare ignorato…

Notizie e note documentali su Cesare Tallone, Electa 2005

Qualcuno li ha visti? Esistono discendenti di Guglielmo Davoglio?



FRANCESCO FILIPPINI.



Ritratto della signora Filippini coll. Priv. Lugano

Questo ritratto firmato in basso a destra C.Tallone, per l’abbigliamento e l’esecuzione ancora legata ad una certa influenza dell’Hayez, sembrerebbe , anche per la caratteristica della firma, da collocarsi negli anni finali accademici di Cesare Tallone, 1876-1879. o di poco successivi. Si osservi anche lo sfondo, molte volte apparso nei suoi ritratti, vedi il ritratto ufficiale della Regina Margherita del 1890. Il fondale usato comparrebbe per la prima volta .(fin’ora) Poiche’ Francesco Filippini fu compagno d’accademia di Tallone alla scuola di Bertini a Brera, sarebbe interessante sapere, anche per l’esatta datazione, se si tratta di una parente di Francesco, caro amico di Cesare, scomparso prematuramente.

Piu’ notizie in Cesare Tallone, Electa 2005

Qualcuno l’ha vista?


Chi conosce questi due personaggi amici di Giovan Battista Zitti?


Cesare Tallone, Ritratto di signora a Villa Caprera
Olio su tela cm 83, 8 x 60, 5
Firmato b/d Lovere Villa Caprera C.Tallone 1898
Coll.priv.

Cesare Tallone, Ritratto virile a Villa Caprera
Olio su tela cm 84, 2 x 61, 2
Firmato b/d Lovere Villa Caprera C.Tallone 1898
Coll.priv.

Si tratta di due ritratti inediti, eseguiti a Villa Caprera, la casa di Giovan Battista Zitti, di cui Cesare Tallone era amico e frequentatore nella sua tenuta sugli altipiani di Lovere nell’ultimo decennio dell’ottocento. Sono noti i tre ritratti eseguiti da Tallone allo Zitti (Gigliola Tallone, Cesare Tallone, Electa 2005, p.41 e Crescit Fundo, Atelier del Tadini, 2003, p. 66-67)
Don Gino Angelico Scalzi, direttore del’Accademia Tadini, e imparentato con gli Zitti, non ha riconosciuto come consanguinei i due personaggi ritratti.
Dei due ritratti in oggetto, dipinti su tele pressocchè di identiche misure, resta però la supposizione che si tratti di coniugi, o padre e figlia, frequentari abituali di G.B. Zitti. Rarissime sono le diciture poste accanto alla firma da Tallone, in questo caso potrebbe aver scritto Lovere Villa Caprera proprio per compiacere i committenti, forse amici dello stesso pittore.

Firma e dedica in basso a destra del ritratto virile

A conferma di una stretta conoscenza con lo Zitti, si segnalano alcune foto dei personaggi, di età avanzata e età più giovanile, che furono conservate nella Villa Caprera, la stessa provenienza dei ritratti.
L’uomo però ha una età evidentemente più avanzata della donna, e poiché sono stati eseguiti lo stesso anno, si può pensare che la donna sia la figlia, forse ritratta anche in una delle fotografie. Soltanto notizie di eventuali discendenti potrebbe risolvere la questione.
Ambedue vestiti di nero, ben caratterizzati nella fisionomia, posti su sfondo chiaro e luminoso, il volto dell’uomo e’ illuminato da una soluzione tipica di Tallone, quella di far risaltare sul panciotto scuro il colletto della camicia bianchissima, con un “taglio” quasi geometrico.
La donna indossa un giacchino elegante e camicia sbuffante con collo alto, impreziosita da una spilla di brillanti, come l’orecchino.
L’impatto deciso dei contrasti, fanno però in Tallone dimenticare i dettagli - che pur attentamente osservati rendono una percezione precisa persino nelle stoffe- perché all’artista interessa la soluzione plastico luministica, senza distrazioni dell’insieme, e la profonda resa psicologica e spirituale dei volti.

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Gigliola Tallone
Curatrice dell’Archivio Tallone, autrice della monografia Cesare Tallone, Electa 2005
Gennaio 2008



Work in progress….